Lo affermano i vecchi detti popolari: “a Carnevale ogni scherzo vale!” O forse no?
Apprendiamo dai giornali locali che quest’anno l’amministrazione comunale di centrodestra ha cancellato dai programmi del Carnevale Casalese l’ormai tradizionale appuntamento con la sfilata dei “carri allegorici”. La motivazione è, come ormai da qualche tempo a questa parte, una presunta mancanza di risorse finanziarie e il possibile risparmio di alcune migliaia di euro dalla semplice cancellazione dell’evento.
Proprio in merito a questo aspetto vorremmo in questa sede fare alcune riflessioni cercando però di non dare adito a chi potrebbe scorgere in queste righe una polemica meramente strumentale ma semplicemente riflettendo sui fatti, sull’apparente innocuo gesto dell’ennesimo “taglio”, sul significato di certi eventi e su quello della loro cancellazione, molto meno banale di come in un primo tempo potrebbero ai più apparire. Andando con ordine, come già ricordato dai nostri articoli del periodo natalizio l’amministrazione comunale, che si lagnava della mancanza di risorse già l’anno scorso, non sembrava così attenta alle spese quando si trattò di posizionare in un punto (peraltro discutibile) della città un albero di Natale da novemila euro (spesa extra rispetto al consueto budget destinato al “Dicembre Natalizio” e stranamente somigliante ad analoghi alberi sorti ad Alessandria). In secondo luogo vorremmo raccontare un altro punto di vista, quello dei più deboli in questa faccenda, quello di chi non avrà voce in questa polemica se non in maniera indiretta, quello di chi in quell’evento non vedeva solo una carovana di trattori agricoli addobbati che a passo d’uomo, sgasando e fermandosi di tanto in tanto per la gioia dei più piccoli (e al contempo facendo imprecare gli automobilisti scocciati perché bloccati per alcuni momenti agli incroci) girava per le strade di tutta la città: i bambini dei carri.
Organizzata principalmente dalle pro-loco e dai ragazzi e dalle ragazze degli oratori della città e dei paesi del comprensorio, la sfilata dei carri non è infatti che il culmine di un lavoro di settimane o mesi, che vedono anzitutto l’aggregazione di un gran numero di giovani intorno a un progetto, guidati da chi prima di loro ha in passato preso parte alle sfilate dei carri e da numerosi educatori. L’elemento di apprendimento delle tecniche di realizzazione delle maschere di cartapesta e di realizzazione dei paramenti dei carri, piuttosto che dei costumi di carnevale, se ad alcuni può sembrare una perdita di tempo è in realtà un’attività manuale che stimola la mente, la fantasia e il lato artistico dei bambini. Oggi che le consolle per videogames, il telefonino, quando non addirittura direttamente un I-Phone (chi scrive lo ha visto di persona usare da bambini delle elementari) vengono utilizzati con disinvoltura più dai bambini che non dagli anziani, la possibilità di manipolare e plasmare la materia non è solo un gioco, ma un’attività indispensabile per il completo sviluppo intellettuale e sociale di un individuo. L’importanza dell’elemento aggregativo intorno a un evento colorito e che diffonde allegria e buonumore, vissuto in compagnia degli altri ragazzi è sotto gli occhi di tutti ( non solo dunque la sporcizia per le strade e le spese per le pulizie e la pubblicità murale come peraltro sottolineato dall’assessore Pizzamiglio). In terzo luogo vorremmo sapere quale sarà la destinazione alternativa di queste risorse risparmiate (forse andranno a coprire le numerose spazzate di neve pre-elettorali cui si è assistito per pochi cm di manto bianco nei giorni passati?). Evidentemente però, nella città che in questi giorni da spazio a eventi come “la vera colazione all’italiana” impersonificata niente pocodimeno che dall’omino del Mulino Bianco in persona (la cui maggior parte delle merendine peraltro contengono aromi artificiali e conservanti che di Italiano oltrechè di salutare hanno proprio poco) la mentalità che sembra stia passando è che come al solito certe spese sono inutili e tagliabili (forse perché non rispondono a logiche di profitto?) e che sponsor privati (ci si chiede poi se accompagnati da regolari permessi e gare pubbliche vinte) sono invece liberi di essere messi al posto dei cittadini come gli unici autorizzati ad occupare il suolo pubblico della città e per di più per scopi meno etici e condivisibili rispetto ad altri.
L’amministrazione però è già corsa ai ripari: il 14 Febbraio si terrà ugualmente il Carnevale in centro storico e protagonisti, guarda un po’, dicono che saranno proprio…i bambini. Non sappiamo cosa abbiano in mente, dicono che intendono anche “cambiare dando un nuovo messaggio alla città”. Non sappiamo quale grande sorpresa ci attenda, ciò che si sa per certo è che se si vorrà vedere una sfilata di carri si dovrà andare a Trino, Alessandria, Vercelli, Asti, Valenza o perché no…a Casale Popolo (dove si annuncia una gran sfilata di ben quattro carri allegorici)!. A questo punto non ci resta che aspettare e nel frattempo augurare a tutti un buon San Valentino, dato che il Carnevale Casalese si terrà proprio in corrispondenza di quella ricorrenza…forse che la sorpresa non sia un “tubo di Baci” omaggio agli aromi artificiali distribuito in piazza Mazzini dalla Perugina a tutti noi? Speriamo di no e buon Carnevale a tutti.




















