…Art.1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro…”

18 gennaio 2010
By redazione

Si è svolto Martedì 12 Gennaio a partire dalle ore 18.30 il primo di una serie di incontri programmati da Sinistra Casalese e organizzati in collaborazione con il circolo Pantagruel di Via Lanza 28 a Casale. La serata era incentrata sulla questione del lavoro sia a livello nazionale che a livello locale; si sono analizzati gli eventi e gli impatti della grave crisi economica che da due anni attanaglia le economie mondiali dal punto di vista dei lavoratori e delle lavoratrici, vere vittime di questa situazione, e si è provato a delinearne possibili vie d’uscita. Il titolo dell’evento riprendeva  l’incipit del primo articolo della nostra costituzione repubblicana:

Art.1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro…”.

Moderatore della serata Tiziano Rinaldini, sindacalista della Cgil Emilia Romagna, impegnato nella costruzione di una sinistra unita a partire dal basso, dai movimenti, dalla partecipazione attiva dei soggetti che si pongono il problema dalla trasformazione sociale in atto. Nell’ampio intervento (di cui entro breve si riporteranno alcuni estratti filmati in calce n.d.r.), l’oratore ha esordito riferendosi alle origini della vecchia fabbrica fordista ricordando come alla base della sua stessa creazione vi fu come scopo proprio lo sfruttamento degli operai. Passando per le recenti vicende di Rosarno, a proposito delle quali Rinaldini ha constatato che gli ultimi eventi rimandano la mente alle vecchie lotte dei braccianti agricoli del Sud,  è poi giunto a tracciare un ampio quadro dell’ attuale situazione di crisi economica dal punto di vista degli impatti che essa sta avendo sui livelli e sulla qualità dell’occupazione del nostro paese e sulla qualità e le prospettive della fabbrica italiana. Inevitabile il particolare riferimento al caso Fiat e più in generale al futuro del tema della mobilità nel nostro paese, mobilità che avrà sempre un ruolo centrale in futuro ma che rischia di vedere assente in Italia un attore forte e Italiano, Italiano dal punto di vista della proprietà dei brevetti e del know-how e che, come vedremo di seguito, rischia di essere l’ennesimo patrimonio che si disperde per le logiche di mercato correnti. Il futuro per l’industria  del nostro paese (ad esempio quella automobilistica),  rischia infatti di trasformarsi, o meglio si è già in gran parte trasformato (proprio come per il caso Fiat e come vicende quali Termini Imerese insegnano) in un sistema di multinazionali che seguono logiche di nomadismo planetario in cerca di condizioni produttive vantaggiose al servizio di mere logiche perverse e miopi dell’incremento esponenziale dei profitti, con le note conseguenze devastanti per i lavoratori e per l’ambiente (e che realtà come quella casalese hanno tristemente conosciuto nel recente passato). Rinaldini ha inoltre denunciato come la perdita del posto di lavoro sia a tutti gli effetti una grave violenza perpetrata nei confronti  degli individui che vedono vacillare in questo modo la cosa più importante:  il loro futuro, la possibilità stessa di crearne uno per sé ed i propri cari, di poter realizzare se stessi dando vita ad una nuova famiglia, il che comporta la negazione di un’esistenza decorosa e dignitosa, che dovrebbe essere sacra e inviolabile dato che sancito come diritto primario dalla nostra costituzione. Proseguendo Rinaldini ha anche ammonito i sindacati, che pretenderebbero di operare oggi senza sforzarsi di comprendere più le vere esigenze dei lavoratori,  e senza considerare che la costruzione del consenso è la base per la forza della contrattazione collettiva e il punto di partenza per propugnare le improrogabili lotte e le conquiste sindacali che ci si trova oggi di fronte. Se si vuole che i lavoratori sostengano il sindacato bisogna che esso ritorni a rappresentare in senso universalistico le istanze dei lavoratori, conosca i loro nuovi problemi e le loro nuove esigenze, riuscendo ancora oggi a svolgere quel ruolo fondamentale di trait d’union che lo ha contraddistinto in passato. Oggi queste istituzioni centrali e fondamentali per il mondo del lavoro sembrerebbero infatti, secondo Rinaldini, più attente a far pagare le tasse ai cittadini e a fornire altri servizi che un tempo non contemplavano.

Al termine dell’esposizione dei fenomeni in atto, ecco che da una numerosa, attenta e sollecitata platea hanno iniziato a scaturire domande e riflessioni personali rivolte ai presenti ed al moderatore. Dopo un sentito dibattito con i presenti, Rinaldini ha concluso il proprio intervento proponendo alcuni possibili scenari per l’uscita da questa situazione: anzitutto uno sforzo collettivo volto all’ottenimento dell’immediato blocco dei licenziamenti, che sono spesso ingiustificati e frutto di mero opportunismo imprenditoriale (quando non manifestazione espressa di un conflitto sociale,  forse di un pericoloso ritorno, di un rigurgito di lotta di classe di cui è ormai impossibile negare l’esistenza e l’esasperazione dei toni). Inoltre ha utilizzato la metafora di un  groviglio di fili da cui è necessario riuscire a recuperarne almeno uno per iniziare a ricostruire una visione unitaria del sindacato e dei partiti della sinistra le cui divisioni spesso sono sembrate più che basate su problemi reali e concreti su altre questioni…se la solidarietà tra movimenti sindacali e partiti è piena su certi singoli temi (es. contro l’inceneritore, piuttosto che contro qualcos’altro) è invece mancata una singola linea comune, un filo comune da cui partire per ricollegarsi alla realtà approntando soluzioni ai problemi attraverso l’azione di questi soggetti.

Raccogliendo l’invito di Rinaldini chi scrive non può che concludere che percorsi come quello che sta proponendo Sinistra Casalese da ormai tre anni e che, come si vede, sta proseguendo, vadano proprio in questa direzione e siano ascoltati e condivisi dagli altri livelli di governo e di agone politico. Terminato il dibattito, la serata si è poi conclusa con una gradevole cena buffet a base di polenta concia e affettati misti in compagnia del relatore. Vi anticipiamo che il prossimo incontro, aperto a tutti coloro che ne saranno interessati, seguendo la stessa formula, ovvero dibattito con cena a seguire, si svolgerà sempre c/o il circolo Pantagruel il giorno 09/02/2010 ed avrà come sfondo un altro delicato e sentito tema del nostro tempo: l’ambiente. Per la partecipazione è previsto un contributo di dieci euro a persona. Vi invitiamo a riconsultare le pagine del nostro blog per ulteriori dettagli e informazioni che verranno comunicati nei giorni a venire.

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One Response to “ …Art.1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro…” ”

  1. Carlo on 21 gennaio 2010 at 19:46

    Casale è un comune fondato sul Mulino Bianco: a quando il piccolo mugnaio sindaco e Clementina vice?

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