One Response to “ Il Programma di Sinistra Casalese ”
Davide on 11 giugno 2009 at 10:24
Buongiorno a tutti,
espongo un parere personale da elettore del centrosinistra, sperando di poter inaugurare un confronto partecipato e proficuo.
Tanti dei punti programmatici trovano il mio consenso ed il mio sostegno, non li elenco tutti solo perchè appesantirebbero troppo l’intervento ma mi sembra importante sottolinearne la presenza. Passo invece a quella cosa che più di tutte non mi vede concorde, il secco “NO” agli inceneritori.
Detto chiaramente, non mi sembra realistico nè realizzabile dire “NO” sia agli inceneritori, sia alle discariche: una quota parte di rifiuti indifferenziati è inevitabile nella moderna società industriale dei consumi, possiamo pensare di ridurla e lavorare in tal senso (dico di più, DOBBIAMO lavorare per ridurla se non vogliamo ritrovarcene letteralmente sommersi) ma non credo che possiamo azzerarla. I miei nonni erano contadini, sotterravano nell’orto quei pochi avanzi di cibo e indossavano i medesimi vestiti e scarpe fino a che non erano talmente consumati da costituire un ben misero rifiuto, ma anche loro quando gli stivali erano ormai inutilizzabili li gettavano nella spazzatura.
Una famiglia che vive in città, che oggi produce un sacco di spazzatura al giorno ed è nella media italiana dei 548 kg. pro capite all’anno, può forse facilmente dimezzare questa quantità, e magari con una buona dose di impegno e con l’adeguata formazione/informazione delle istituzioni e con un efficiente sistema di recupero, riutilizzo e riciclaggio può forse portarla ad un quarto o meno, ma non penso possa mai arrivare allo 0 secco. Per questo dico, un residuo di rifiuti che non si possono riutilizzare e che non si riescono a riciclare ci sarà sempre.
Per questi, trovo che la termovalorizzazione sia una buona soluzione. Un moderno inceneritore, gestito in maniera corretta, produce energia che mi sento di definire “pulita”, non inquina, e riduce ad una frazione il volume originario di rifiuto rendendo una quantità veramente minima di inerte che, al limite, può essere inviato in discarica se non se ne trovano altri usi.
In Italia ne abbiamo diversi esempi, a Brescia il calore prodotto bruciando i rifiuti serve anche in inverno per riscaldare le abitazioni. Ma basta fermarci più vicino, a Vercelli, per vedere un impianto di termovalorizzazione in funzione. Secondo me vale la pena di pensarci su, prima di dire “NO”.
Buongiorno a tutti,
espongo un parere personale da elettore del centrosinistra, sperando di poter inaugurare un confronto partecipato e proficuo.
Tanti dei punti programmatici trovano il mio consenso ed il mio sostegno, non li elenco tutti solo perchè appesantirebbero troppo l’intervento ma mi sembra importante sottolinearne la presenza. Passo invece a quella cosa che più di tutte non mi vede concorde, il secco “NO” agli inceneritori.
Detto chiaramente, non mi sembra realistico nè realizzabile dire “NO” sia agli inceneritori, sia alle discariche: una quota parte di rifiuti indifferenziati è inevitabile nella moderna società industriale dei consumi, possiamo pensare di ridurla e lavorare in tal senso (dico di più, DOBBIAMO lavorare per ridurla se non vogliamo ritrovarcene letteralmente sommersi) ma non credo che possiamo azzerarla. I miei nonni erano contadini, sotterravano nell’orto quei pochi avanzi di cibo e indossavano i medesimi vestiti e scarpe fino a che non erano talmente consumati da costituire un ben misero rifiuto, ma anche loro quando gli stivali erano ormai inutilizzabili li gettavano nella spazzatura.
Una famiglia che vive in città, che oggi produce un sacco di spazzatura al giorno ed è nella media italiana dei 548 kg. pro capite all’anno, può forse facilmente dimezzare questa quantità, e magari con una buona dose di impegno e con l’adeguata formazione/informazione delle istituzioni e con un efficiente sistema di recupero, riutilizzo e riciclaggio può forse portarla ad un quarto o meno, ma non penso possa mai arrivare allo 0 secco. Per questo dico, un residuo di rifiuti che non si possono riutilizzare e che non si riescono a riciclare ci sarà sempre.
Per questi, trovo che la termovalorizzazione sia una buona soluzione. Un moderno inceneritore, gestito in maniera corretta, produce energia che mi sento di definire “pulita”, non inquina, e riduce ad una frazione il volume originario di rifiuto rendendo una quantità veramente minima di inerte che, al limite, può essere inviato in discarica se non se ne trovano altri usi.
In Italia ne abbiamo diversi esempi, a Brescia il calore prodotto bruciando i rifiuti serve anche in inverno per riscaldare le abitazioni. Ma basta fermarci più vicino, a Vercelli, per vedere un impianto di termovalorizzazione in funzione. Secondo me vale la pena di pensarci su, prima di dire “NO”.